“A midsummer night’s dream”: il teatro in lingua rivisita Shakespeare con social e cellullari
di Concetta Ercolano*
Mattinata a teatro per tredici classi terze e quarte dell’Its Sturzo, di tutti e tre gli indirizzi dell’Istituto stabiese guidato dalla ds Cinzia Toricco: Afm, Turismo e Biotecnologico. Lo spettacolo in lingua inglese, messo in scena al Supercinema di Castellammare, ha come titolo “A midsummer night’s dream” (“Sogno di una notte di mezza estate”), ed è un riadattamento della celeberrima commedia scritta da William Shakespeare tra il 1595 e il 1596.
La storia rappresentata sul palco ha stupito, sia per la fedeltà alle tematiche sempre attuali di Shakespeare, sia per l’inserimento nella sceneggiatura di elementi moderni, attuali e molto vicini al giovane pubblico. La stessa autrice dell’adattamento, nonché una delle attrici della compagnia “The Frogs”, nel rispondere alle domande dei nostri alunni a fine spettacolo, ha spiegato come, partendo dall’opera originaria, seppure in una traduzione più moderna, ha ricercato elementi che potessero essere vicini a un’audience di adolescenti. Ed ecco entrare in scena, ahimé, ‘o malessere, gli onnipresenti cellulari, i social, così come altre tematiche scottanti come la parità di genere e l’amore non corrisposto, il tutto condito dalla magica atmosfera di una foresta incantata abitata da fate e folletti birichini. La magia confonde i cuori e i desideri di quattro giovani e scompiglia per qualche ora le loro vite, creando incomprensioni e malumori, ma la stessa magia, alla fine, rimette tutto in ordine e ristabilisce gli equilibri preesistenti.
La cosa che stupisce sempre di questa compagnia teatrale è come un numero esiguo di attori, solo quattro, riesca a impersonare un numero molto maggiore di personaggi, con cambi di abiti repentini e grande capacità di immedesimarsi in più ruoli, recitando, cantando e ballando. Per non dimenticare l’attenzione al pubblico, che viene sempre coinvolto: anche oggi alcuni nostri alunni sono stati invitati sul palco e hanno avuto i loro cinque minuti di gloria, applauditi dai loro compagni più timidi rimasti in platea.
Altro elemento straordinario l’uso dell’espediente del metateatro – il teatro nel teatro – con questi attori che si incontrano per le prove e poi diventano personaggi, e poi tornano attori, sul palco come nella vita, e ci lasciano, a fine spettacolo, con una domanda a cui trovare una risposta, se possibile: ma noi, siamo qui a vivere un sogno o sogniamo di vivere?
*docente di Inglese all’Its Sturzo di Castellammare di Stabia



