Dal baratto alla moneta elettronica: studenti a lezione di educazione finanziaria con la Banca Stabiese


A lezione di educazione finanziaria per imparare ad agire responsabilmente nella gestione del denaro e approcciarsi alla conoscenza del mondo bancario. Il programma di formazione si è svolto nell’ambito delle attività di Orientamento organizzate dall’Its Luigi Sturzo di Castellammare di Stabia, guidato dalla dirigente scolastica Cinzia Toricco. Partner dell’iniziativa organizzata dal docente orientatore dello Sturzo, Domenico De Falco, la Banca Stabiese, che ha ospitato gli studenti del biennio in un fitto calendario di incontri. Accompagnati dai loro docenti e opportunamente preparati in classe in vista dell’attività, gli alunni hanno visitato la sede dell’istituto di credito in via Tito, accolti dal  direttore Marco De Angelis e dall’a.d. Maurizio Santoro e hanno partecipato a un interessante excursus sulla storia della moneta dal baratto alla carta elettronica.

La storia dell’azienda

L’atto di nascita dell’azienda – che assume la prima denominazione di “Istituto stabiese di cambio”- è del febbraio 1933 anche se il primo documento ufficiale, rappresentato dalla “licenza di vendita n. 744”, rilasciato dal podestà del comune di Castellammare di Stabia al nome di Vincenzo Santoro per un “banco di cambio” porta la data di un anno dopo, cioè il 21 febbraio 1934.
La Banca Stabiese nasce in un momento particolarmente difficile, la crisi del 1929. Il suo fondatore, il rag. Vincenzo Santoro, è accompagnato da modesti mezzi finanziari ma è sorretto dalla certezza della validità della sua iniziativa. Dopo i primi difficili passi, già nel 1936 si rende necessario dare all’azienda un diverso assetto: scompare la ditta individuale per far posto alla società anonima con capitale di lire 200.000.
Si affianca al ragionier Santoro il dott. Leone de Fusco ed un gruppo di operatori, molti dei quali, di persona o attraverso i loro diretti discendenti, sono tuttora presenti nell’attuale compagine sociale. Frattanto il RDL del 12 marzo 1936 istituisce l’Ispettorato per la difesa del risparmio e l’esercizio del credito, affidandone le funzioni alla Banca d’Italia.
Ed è con provvedimento del 10 luglio 1937 -a firma del governatore Vincenzo Azzolini- che l’Istituto ottiene l’iscrizione nell’albo delle aziende di credito.